HIIT · 20 minuti

HIIT 30/30 da venti minuti: il formato per cominciare a fare intervalli

Trenta secondi di lavoro e trenta per riprendere fiato. Venti volte. Il rapporto 1:1 non fa notizia, ma è il formato con cui si impara cosa vuol dire «intervallo» senza finire a terra al quinto.

Di Pubblicato il

Durata
25:30 minuti
Attrezzatura
a corpo libero, oppure bici o tapis roulant
Livello
Principiante · HIIT
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Lo schermo resta acceso finché il timer gira.

Il 30/30 è il formato che le guide sugli intervalli consigliano per iniziare, e per una buona ragione: trenta secondi di recupero attivo bastano per riportare il fiato a un livello in cui il round successivo è fattibile. Con venti round il lavoro totale è di dieci minuti, che è tanto, ma distribuito in modo che nessun singolo round sia drammatico.

Funziona su qualunque attrezzo cardiovascolare (bici, tapis roulant, vogatore, ellittica) e a corpo libero con esercizi ciclici semplici: cammino veloce e corsa sul posto, jumping jack, step su un gradino. Il lavoro non deve essere al massimo: deve essere chiaramente più forte del recupero, e ripetibile venti volte.

La durata totale è ventisei minuti con riscaldamento e defaticamento. È più lungo degli altri formati del catalogo perché la sua funzione è diversa: costruire la base per poterli fare, gli altri.

Round per round

  1. 1

    Riscaldamento

    Tre minuti di cammino veloce o pedalata leggera, aumentando negli ultimi trenta secondi.

  2. 2

    Round 1-5

    Ritmo «sostenuto ma potresti dire una frase». Non di più: devi arrivare al ventesimo.

  3. 3

    Round 6-10

    Stesso ritmo. Nei trenta di recupero cammina o pedala piano, non fermarti del tutto.

  4. 4

    Round 11-15

    Se il recupero basta ancora a parlare, alza di poco. Se no, tieni.

  5. 5

    Round 16-20

    Gli ultimi cinque possono essere un po’ più forti: il recupero dopo è lungo.

  6. 6

    Defaticamento

    Tre minuti di cammino lento, fino a riuscire a respirare dal naso.

Il ritmo giusto, spiegato senza cardiofrequenzimetro

Nei trenta secondi di lavoro dovresti riuscire a dire una frase corta ma non a sostenere una conversazione. Nei trenta di recupero dovresti riuscire a parlare quasi normalmente entro la fine. Se al decimo round il recupero non basta più a parlare, il lavoro è troppo forte: rallenta. Se al ventesimo non hai mai avuto il fiato corto, la volta dopo alza.

Sul tapis roulant il modo più semplice è alternare due velocità fisse, per esempio 6 e 10 km/h, o cammino in salita e cammino in piano. In bici due resistenze. A corpo libero, corsa sul posto con ginocchia alte e cammino. La frequenza cardiaca, se la misuri, dovrebbe oscillare senza mai arrivare al massimo e senza mai tornare a riposo.

Da qui agli altri formati

Il 30/30 è il punto di partenza di una progressione: dopo tre o quattro settimane a due o tre sedute, si può passare al circuito 45/15 per principianti (più esercizi, pausa più corta) o all’HIIT 40/20 a corpo libero. Il Tabata 30/10 e il 20/10 originale vengono molto dopo, quando i trenta secondi di lavoro a ritmo sostenuto sono diventati normali.

Il segnale per passare oltre è semplice: quando finisci i venti round e il defaticamento ti sembra inutile, il 30/30 ha fatto il suo lavoro. Puoi anche restarci alzando il ritmo del lavoro, che lo rende un formato valido a qualunque livello: i velocisti lo usano con i trenta secondi quasi al massimo.

Salva il preset in cronowiz

Gratis, senza account, funziona offline. Il preset resta sul tuo telefono.

Domande frequenti

Posso farlo camminando?

Sì: cammino veloce o in salita nei trenta di lavoro, cammino normale nel recupero. È uno dei modi migliori per iniziare se la corsa non è ancora un’opzione.

Venti round sono troppi per cominciare?

Se lo sono, fermati a dodici e aggiungi due round a settimana. Il timer finisce quando lo fermi, e in cronowiz puoi salvare la versione da dodici con il tuo nome.

Nel recupero devo fermarmi?

No: recupero attivo, cammino o pedalata lenta. Fermarsi del tutto rende il round successivo più duro, perché il corpo deve ripartire da fermo.

Quante volte a settimana?

Due o tre. A questa intensità si può fare anche a giorni alterni senza problemi di recupero, purché il lavoro resti «sostenuto», non massimale.